(Disney) Amore, Sorrisi e Cose Carine; di Questo son Fatte le Bambine…

Benvenute e benvenuti al terzo episodio di questa serie di articoli.
Ah, l’universo Disney, ricco di meravigliosi personaggi, ambientazioni, storie e avventure. Certo questo brand avrà a cuore la libertà di bambini e bambine e non cascherà nei soliti stereotipi cui siamo abituate e abituati, no? Vediamo un po’…

Disney

Dopo questo assaggino, entriamo subito nel vivo della questione…

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(Zara) Amore, Sorrisi e Cose Carine; di Questo son Fatte le Bambine…

Come promesso, in primo luogo a me stessa, torno sull’abbigliamento per l’infanzia e il modo in cui viene forzatamente differenziato per sesso. Dopo Terranova è la volta di un altro brand molto noto: Zara.

Zara
Questa? Oh, niente; solo una delle immagini dell’ultima campagna editoriale, con spudorata adultizzazione e bimbe (bimbe, ripetiamo le cose importanti) lolita-ish. Perché piacciono tanto, si sa.

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Sfoglia Buitoni – Stereotipata come Te

Continuiamo a parlare di cibo con lo spot di un’altra azienda che ci ha già fatto visita in passato: Buitoni – per di più con lo stesso prodotto: la sfoglia. Prima di iniziare colgo l’occasione per fare i miei auguri a tutte le madri, ovunque siano, qualunque cosa facciano, qualunque cosa amino, qualunque cosa sognino, qualunque cosa rimpiangano, comunque se la passino. Resta detestabile che in Italia la festa sia nata per mano e con intento fascista (“giornata internazionale della madre e del fanciullo” – niente per le fanciulle, gnè gnè – in cui si celebravano le madri più…prolifiche), ma è altra questione! Passiamo allo spot.


Ci siamo? Parliamone.


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Tanya, la Stereotipata Fashion Doll Italica

Conoscete Tanya? Come, non conoscete Tanya? E dai, allora, ve la faccio conoscere io, questa meraviglia italica attualmente di proprietà di Giochi Preziosi.

Tanya

Tanya, che nella sua più recente incarnazione è una spumeggiante fashion blogger (quanto siamo all’avanguardia!) è, sostanzialmente, la Barbie Made in Italy, sul mercato nientepopodimeno che dagli anni ’70. Che la sottoscritta l’abbia scoperta solo ora ci parla forse della notorietà di Tanya, forse dell’infanzia della sottoscritta, o forse di entrambe le cose, ma non è questo che ci interessa. Continua a leggere