Uova di Pasqua 2020 – Panoramica degli Stereotipi

L’anno scorso creai un thread su Twitter per esporre la situazione relativa agli stereotipi sui sessi nell’ambito delle uova di Pasqua, con particolare (quasi esclusiva) attenzione ai prodotti diretti all’infanzia. A distanza di un anno, voglio fare il punto della situazione.
È cambiato qualcosa? Quali aziende hanno fatto passi avanti? Quali non ne hanno fatti o addirittura ne hanno fatti indietro?

Ho pensato fosse una buona idea procedere con ordine, partendo con le prima uova di Pasqua che pubblicai l’anno scorso. Cominciamo quindi con Walcor (il link riporta al tweet dell’anno scorso).

Walcor

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Tanya, la Stereotipata Fashion Doll Italica

Conoscete Tanya? Come, non conoscete Tanya? E dai, allora, ve la faccio conoscere io, questa meraviglia italica attualmente di proprietà di Giochi Preziosi.

Tanya

Tanya, che nella sua più recente incarnazione è una spumeggiante fashion blogger (quanto siamo all’avanguardia!) è, sostanzialmente, la Barbie Made in Italy, sul mercato nientepopodimeno che dagli anni ’70. Che la sottoscritta l’abbia scoperta solo ora ci parla forse della notorietà di Tanya, forse dell’infanzia della sottoscritta, o forse di entrambe le cose, ma non è questo che ci interessa. Continua a leggere

Di Bambine, Bambolotti ed Educazione alla Maternità

Ero da un po’ che mi frullava per la testa l’idea di integrare anche questo aspetto del mondo degli spot, e finalmente mi sono decisa a farlo. Se il blog è originariamente sorto senza una contemplazione delle pubblicità per bambini è solamente perché la sottoscritta non ha modo di esservi esposta nel suo quotidiano, in quella scarsa ora al giorno in cui le capita di guardare televisione.

Ma considerando, prima ancora che i contenuti, il particolare target di riferimento di questi spot, mi sento quasi in dovere morale (oltre che desiderosa) di inserirli nella trattazione. E allora inauguriamo questo segmento con il botto, partendo con la tipologia di pubblicità (ma anche già la tipologia di gioco) che più fomenta le mie ire e la mia frustrazione: quella dei bambolotti. Non le figure e i pupazzetti da usare per creare storie e immaginare interazioni all’insegna di inventiva a creatività, ma gli pseudo bambini. Quelli da crescere. Da nutrire. Da accudire.

Cominciamo vedendo un paio di esempi, a partire da video correntemente in onda.

Due bambine, felici, interagiscono affettuosamente con il bambolotto pubblicizzato, mentre l’allegro sottofondo ci racconta di quanto Cicciobello ami mandare baci. Oltre a baciare, però, Cicciobello parla anche. Indovinate cosa dice? “Mamma” e “Mammina”. Proprio così! Con sorpresa di nessuno, il bambolotto è esplicitamente pensato e programmato per essere utilizzato esclusivamente dalle bambine, da apprendiste madri. Il bambolotto può essere nutrito, coccolato e fatto addormentare, in una perfetta dinamica di educazione al materno. Non genitoriale, ma materno. E ancora:

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